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2 Settembre 2026 0 Commenti

Torino, dove l’automobile è diventata leggenda

Dalle prime officine della FIAT ai capolavori di Pininfarina e Giugiaro: la storia di una città che ha trasformato quattro route in tecnologia, velocità, bellezza

C’è un momento, nella storia di Torino, in cui la città comprende che il futuro ha quattro ruote.

È il 21 aprile del 1900. Alla Palazzina delle Belle Arti del Valentino si inaugura la prima grande esposizione di automobili organizzata in Italia. Le vetture esposte sono poche, l’automobile è un oggetto curioso, costoso, un giocattolo per ricchi, in una città che sta ancora affrontando i grandi stravolgimenti della seconda rivoluzione industriale. Eppure oltre duemila persone vanno a vederla. È l’inizio di una storia destinata a cambiare il concetto di mobilità, ma soprattutto cambierà per sempre il volto della città, facendo di Torino la Motown d’Europa.

Torino è il terreno ideale perché questa nuova avventura abbia inizio. Nei primi anni del Novecento, oltre alla FIAT fondata nel 1899, nascono decine di aziende: Itala, Diatto, Aquila Italiana, SCAT, SPA, Rapid, Junior, Nazzaro e molte altre.

Sono piccole officine, carrozzerie e aziende della componentistica, dove la produzione ha ancora i caratteri dell’artigianalità, ma che permetteranno alla città di diventare una delle capitali mondiali della nuova industria automobilistica.

Nel 1907 in Italia sono presenti circa sessanta imprese automobilistiche. Più di trenta sono concentrate tra Torino e Milano. Ma è Torino che presto diventerà il vero nucleo fondante dell’industria automobilistica, grazie ad un vero e proprio ecosistema industriale che si sviluppa intorno al cuore pulsante del settore automobilistico.

È una Torino che oggi facciamo fatica a immaginare. Una città nella quale l’automobile non è ancora semplicemente un mezzo di trasporto, ma una sfida tecnologica, una scommessa imprenditoriale e anche un’avventura sportiva. Le automobili corrono sulle strade e sulle montagne piemontesi, partecipano alle prime competizioni e conquistano notorietà.

La Itala vince la Pechino-Parigi contro gli agguerriti “cugini d’oltralpe” che avevano lanciato la sfida forti della loro presunzione di essere leader nel nascente mondo automobilistico. E cosa dire della Diatto che arriverà a collezionare oltre 300 vittorie nelle tante competizioni alle quali parteciperà. Storie che oggi si possono scoprire visitando il Museo dell’Automobile di Torino (MAUTO) che racconta proprio la storia dell’automobile, che è strettamente correlata alla storia della città.

L’automobile a Torino significa FIAT

E poi c’è la FIAT, destinata in breve tempo a diventare il gigante dell’industria italiana, fagocitando i tanti produttori che erano presenti a Torino. Una mentalità industriale, da produzione di serie, che riesce a prevalere non tanto per la qualità dei prodotti, ma per la capacità organizzativa di soddisfare una domanda di automobili sempre maggiore.

La società cresce, apre nuovi stabilimenti, assume migliaia di operai, presenta nuovi modelli con innovazioni che fanno comprendere il fascino della sfida non solo tecnologica ma anche industriale.

Il rapporto fra Torino e l’automobile diventa così stretto che, nel corso del Novecento, parlare dell’una significa inevitabilmente parlare dell’altra.

Anche il Salone dell’Automobile di Torino cresce insieme alla città. Dopo le prime edizioni del nuovo secolo, che vedono la manifestazione spostarsi anche a Milano e Roma, dal 1948 il Salone diventa definitivamente torinese. Per decenni rappresenterà uno degli appuntamenti più importanti dell’automobilismo internazionale: la vetrina dove si presentano le novità, si ammirano le automobili che sembrano arrivare dal futuro, si incontrano costruttori, tecnici, giornalisti e appassionati.

Negli anni d’oro il Salone è molto più di una fiera. È uno spettacolo. E Torino, per qualche giorno, diventa la capitale mondiale dell’automobile.

Nel 1984 la manifestazione si trasferisce al Lingotto, lo stabilimento storico della FIAT, che dopo essersi trasferita negli immensi stabilimenti di Mirafiori, trasforma la vecchia fabbrica in uno straordinario spazio espositivo. Ancora oggi il Lingotto ospita un centro fieristico, la pinacoteca dedicata a Giovanni e Marella Agneli, e la mitica pista 500, costruita sulla sommità dell’edificio come pista di collaudo automobilistico negli anni 20, che oggi ospita un immenso giardino pensile e un parco d’arte contemporanea.

Ma il mondo dell’auto sta cambiando e anche il Salone comincia a incontrare difficoltà. L’ultima edizione della sua lunga storia tradizionale è quella del 2000. Poi cala il sipario.

Sembra la fine di un’epoca. Ma Torino, con le automobili, ha un rapporto troppo profondo per poterle semplicemente dire addio. La FIAT diventa l’unica azienda automobilistica italiana, acquisendo in pochi anni Lancia, Alfa Romeo, il marchio storico delle auto dalle prestazioni motoristiche, dell’acerrima nemica Milano, e anche la partecipazione in Ferrari.

L’automobile è design

Ma l’eredità torinese non è soltanto quella delle fabbriche. È soprattutto quella del design. Qui l’automobile diventa anche bellezza. Le carrozzerie torinesi trasformano la lamiera in sculture. Pininfarina, Bertone, Italdesign-Giugiaro, Ghia, Vignale e tanti altri nomi portano nel mondo un’idea tutta italiana dell’automobile. Oltre che nella moda, nel cibo e nell’arte, anche nell’automobile, forse l’oggetto che ha cambiato per sempre non solo la mobilità nel secolo scorso ma che il contesto socio-culturale, ebbene anche nell’auto Torino diventa simbolo del gusto e dell’originalità italiana.

È a Torino che la tecnologia diventa anche eleganza, la funzionalità si incrocia con la creatività e un oggetto nato per muoversi diventa un oggetto da desiderare. Tra gli anni Cinquanta e Ottanta in città si contano oltre venti centri stile.

Basta pronunciare alcuni nomi per evocare un’intera epoca: Giorgetto Giugiaro, autore di alcune delle automobili più riconoscibili della storia; Battista “Pinin” Farina, fondatore della Carrozzeria Pinin Farina nel 1930; Nuccio Bertone e i grandi designer cresciuti nella sua scuola. La Cisitalia 202, disegnata da Pininfarina nel 1946, sarà esposta per decenni al Museum of Modern Art (MOMA) di New York come esempio di straordinaria sintesi fra forma e funzione.

E così potremmo citare tanti e tanti eventi, successi, che raccontano il legame indissolubile fra Torino e l’automobile. Ma forse più di tante parole, per conoscere questa storia, per vivere l’emozione dei tempi che furono, c’è un luogo che nessun dovrebbe perdere: il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO), che non poteva che prendere vita a Torino.

Il Mauto non è soltanto un museo di automobili. È il racconto di una rivoluzione. Oltre 200 vetture di 80 marche raccontano l’evoluzione dell’automobile, dalle prime vetture alla tecnologia contemporanea, passando attraverso le corse, il design e i modelli che hanno segnato epoche intere.

Poi, quasi a chiudere un cerchio iniziato nel 1900, quando ormai anche la FIAT, ormai marchio del gruppo Stellanti sembra faticare a produrre auto in città, ecco che l’automobile è tornata nelle strade del centro di Torino.

Il salone dell’auto oggi

Dal 2024 il Salone Auto Torino ha raccolto l’eredità della grande manifestazione storica, scegliendo però una formula nuova: niente grandi padiglioni, ma piazze, vie e giardini del centro trasformati in un’esposizione a cielo aperto, gratuita e accessibile a tutti.

Le prime due edizione hanno visto una partecipazione superiore ai 500.000 visitatori.

È una storia che continua.

Perché Torino non è soltanto la città dove sono state costruite milioni di automobili. È la città dove l’automobile è soprattutto diventata bella.

E forse è proprio questo il modo migliore per visitare oggi Torino: passeggiando tra le sue piazze e i suoi palazzi, entrando al Museo dell’Automobile, cercando le tracce della vecchia città industriale e lasciandosi sorprendere, durante il Salone, dalle automobili che tornano a sfilare nel cuore della città.

E oggi al MAUTO si è aggiunto anche il Centro Storico FIAT, un edificio liberty dove è nata l’azienda, che ospita un vasto archivio e una collezione opere d’arte, cimeli, modellini e manifesti pubblicitari, sempre collegati al fascino senza tempo delle automobili.

Perché a Torino l’automobile non è soltanto una parte della storia.

È una parte dell’anima della città.

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